Lara Mira – L’ ECCLETTICA


Poesia,Musica,Teatro,raccolta letteraria prossima uscita di Lara Mira,

con l’aggiunta delle sezioni:

massime, pensieri, cultura e società

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Voce solista,Composizione,Autrice,Art Producer&…  Sin da bambina manifesta la passione per la scrittura,la musica,le arti,la recitazione,la danza;suona ad orecchio il pianoforte a coda di famiglia,apprende le tecniche del corpo attraverso la danza classica per poi perfezionarsi nella danza moderna e nella danza jazz.. Dopo il conseguimento della maturità linguistica accede all’Accademia Antoniana d’Arte Drammatica(Bo)e apprende il metodo Konstantin Stanislavskij.. L’anno successivo passa la selezione per entrare alla Scuola di Teatro La Scaletta(Roma)con un’originale interpretazione di Io ti amo(di Stefano Benni)e Qualche buona parola per certi vizi(di V.MajaKovskij)e qui completa la formazione con il metodo Orazio Costa;prima di accedere alla Scuola lavora come speaker radiofonica e televisiva per emittenti private e in qualità di inviata per le interviste. Il primo risultato letterario arriva alla fine della scuola con un’opera dal titolo d’Annunzio e la Duse premiata nelle sezioni letteratura e critica successivamente nella biennale internazionale Leonardo da Vinci(Roma) Lara entra nel mondo dei locali e delle discoteche(dopo i villaggi turistici nei quali insegnava coreografia e tecniche del corpo e dove si esibiva in spettacoli teatrali) prima come coreografa poi come voce,percussionista ed organizzatrice e così nasce il primo inedito:La tua ombra(music video my Gallery)

     

   DIARIO 

     

      http://youtu.be/96nLIfS_Afo

        http://it.myspace.com/laramira

            www.youtube.com/user/LaraMiraLara

            http://www.facebook.com/lara.mira.90

        http://chiavedivolta.wordpress.com/2012/12/28/lara-mira/


IL TEMPO NON È LA CAUSA DELLA NOSTRA

DIMENTICANZA….

L’emozione negativa prodotta da traumi o sofferenze può produrre una dimenticanza; questo meccanismo definito e identificato da Freud come rimozione è un’operazione del tutto inconscia; il soggetto respinge e mantiene fuori dalla coscienza, pensieri, immagini, eventi passati, che rischierebbero di provocargli un dolore insostenibile.

Secondo la nozione di rimozione, non ci sarebbe cancellazione della traccia mnestica, ma questa si troverebbe in una condizione di non accessibilità al recupero cosciente.

Freud identifica alcuni meccanismi attraverso i quali i contenuti rimossi tentano attivamente di esprimersi in forme mascherate; la rimozione è un’attività dell’Io che impedisce all’impulso proibito proveniente dall’ES e a qualsiasi derivato di tale impulso, come ricordi, emozioni, desideri o fantasie, di giungere alla coscienza.

Nell’Interpretazione dei sogni ( 1899), Freud spiegava come il sogno fosse la principale di queste forme mascherate che i contenuti rimossi possono utilizzare per esprimersi.

Nella psicologia della vita quotidiana (1901) egli individuava altre forme di espressione del contenuto dimenticato in azioni che ci accompagnano nella vita di ogni giorno, come i lapsus, le dimenticanze, gli atti mancati.

Alcune forme di oblio possono avere una base organica ovvero essere originate da danni cerebrali provocati da traumi cranici, interventi chirurgici al cervello o da malattie degenerative al sistema nervoso centrale; in questo caso il termine oblio è giusto sostituirlo con amnesia.

L’amnesia post-traumatica è invece un fenomeno noto nell’ambito della psicologia giuridica; è di solito reversibile e colpisce le vittime di un’aggressione o di uno stupro e si potrebbe interpretare  come un comportamento di protezione del proprio stato mentale attraverso una temporanea negazione della violenza subita. Una situazione ricorrente è quella della vittima, che subito dopo un trauma, non trova parole per esprimere la sua condizione e nemmeno è in grado di accusare nessuno e in un secondo momento quando i ricordi riaffiorano, accade spesso che la sua testimonianza venga ritenuta distorta o inattendibile.

In merito agli studi sulla psicologia della testimonianza, diverse ricerche sperimentali hanno dimostrato che i testimoni di una scena emozionale (per esempio un furto, una rapina ecc), focalizzano l’attenzione su determinati particolari che suscitano loro paura e che si saldano in modo permanente nella loro memoria, ma difficilmente sono in grado di fornire informazioni importanti per l’identificazione del reo (come la descrizione esatta del vestito per esempio);  il loro ricordo è peggiore di quello che espongono, se per contro devono descrivere nei particolari una scena neutra. In un secondo tempo laddove affiorano i ricordi, accade spesso che la vittima non sia creduta e che la sua testimonianza a distanza di tempo venga ritenuta distorta o addirittura costruita allo scopo di ingannare gli inquirenti.

.La memoria non è un sistema unitario, ma è costituita da un insieme di componenti e da un insieme di processi che sono responsabili sia dell’elaborazione dell’informazione dopo che è stata percepita, sia del suo immagazzinamento ed eventuale consolidamento nel tempo, sia infine del suo recupero attraverso varie forme di rievocazione.

Il decadimento della traccia mnestica dovuto al passare del tempo, dunque, non è mai sufficiente a spiegare la perdita di un ricordo.

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